Nuts ADV disegna l’AI di UnderD

L’integrazione tra processi aziendali e informazioni sociali è un campo apparentemente solo tecnico, ma in realtà il suo successo richiede la stessa sottigliezza della migliore comunicazione di mercato.  Nuts ADV ha cercato la narrativa giusta per spiegare emozionando, alla ricerca costante di un equilibrio tra emozione e razionalità. Abbiamo fatto un grande sforzo per mettere insieme il meglio di due mondi, creatività e big data. Domani vedremo insieme il risultato. Stay tuned!

 

 

 

I Data Scientist e l’AI

La professione del data scientist è sotto i riflettori, nel bene e nel male. UnderD crede nelle potenzialità dei propri data scientist e ha costruito i propri servizi enterprise a loro misura. I processi di estrazione dell’insight dal social media listening sono ausiliati in UnderD da AI ma restano servizi managed services. La ragione fondamentale è che le aziende richiedono certificazione dei dati e certezza degli analitici, per poterli integrare con i propri dati e processi.

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Il budget IT dei CMO cresce senza limiti alla voce SaaS

I fornitori di tecnologia e servizi digitali per il marketing, come i social media analytics, si rivolgono sempre più ai CMO invece che all’IT interno, poiché è nelle loro mani che si stanno concentrando i budget tecnologici. A questo tema delicato Gartner ha dedicato un webinar specialistico pensato per gli executive dei fornitori di tecnologia digital marketing, designato “By 2017 the CMO will Spend More on IT Than the CIO”.https://www.gartner.com/webinar/1871515

I trend essenziali che Gartner ha evidenziato sono due. Da un lato lo sviluppo del MARTECH e dell’offerta SaaS che rende possibile una infinita gamma di servizi ad investimento IT zero. Questi servizi sono studiati per le direzioni Marketing delle grandi aziende e quindi immediatamente fruibili. Ciò determina una rincorsa offerta-domanda che sta incrementando vistosamente i budget tecnologici dei CMO.

D’altro canto le direzioni IT delle medesime aziende stanno osservando una diminuzione dei loro budget in sviluppo di applicazioni enterprise ad uso marketing, ed anche una progressiva perdita di peso in azienda. Questo trend è più generale dell’aspetto MARTECH. Tuttavia le direzioni IT hanno le loro ragioni nell’affermare che i servizi esterni pongono dei problemi di tutela dei dati aziendali e delle strategie di business.

La situazione è in rapido movimento ed è ancora presto per capire come evolveranno i rapporti di forza.

L’AI rilancia con promesse sempre maggiori per le aziende

L’Intelligenza Artificiale è con noi da più di 20 anni, e finalmente è stata scoperta dalle aziende. Ma l’invasione è stata improvvisa. Solo alcuni mesi fa i consulenti aziendali parlavano di processi data-driven e di machine learning. I computer scientist si affannavano a distinguere gli approcci tecnico-scientifici ed a chiarire la matematica esoterica che c’è dietro. Sono bastate le gare online di sistemi autonomi fatti in casa, con qualche pezzo di codice mutuato da Scikit /TensorFlow, e d’un tratto la diffidenza è caduta. Si è trovata la formula risolutiva per l’innovazione: in tempi in cui le aziende licenziano l’intelligenza naturale, non rimane che affidarsi all’ultima risorsa, l’intelligenza artificiale.

Gli analisti di mercato di IDC parlano nello specifico di tecnologie cognitive, e le identificano come già presenti nel service management, nel customer care ed in generale nei sistemi di Operations e Business Process Support (BOSS). Prevedono che entro l’anno prossimo tutti i grandi sviluppatori di BOSS introdurranno funzionalità di AI in selezionati processi aziendali e sicuramente in ambito business intelligence e analytics. Nei prossimi due anni il mercato delle tecnologie cognitive è destinato a crescere con CAGR del 50%, portandole a diventare pervasive.

Tuttavia è facile prevedere che il percorso sarà accidentato. I passaggi classici della trasformazione digitale vanno eseguiti tutti prima di pensare alle tecnologie cognitive. I sistemi per il supporto alla supply chain dei prodotti sono forse i più pronti all’introduzione controllata delle tecnologie cognitive. Per i processi collaborativi interni all’azienda l’introduzione sarà più complessa. Se coinvolgessimo anche i consumatori non potremo evitare i passi falsi, come è accaduto con l’introduzione affrettata dei chatbot nel customer caring. Per tutti i casi comunque la condizione necessaria è che la readiness digitale dell’azienda sia adeguata alla complessità della sua produzione e della sua organizzazione.